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Cloud e collaboration: i vantaggi di superare l'on-premise

Cloud e collaboration: i vantaggi di superare l'on-premise

Cloud e collaboration sono alla base del nuovo modo di lavorare: il cloud favorisce l’accessibilità, la razionalizzazione dei costi, la sicurezza e la scalabilità

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24.06.2021
time Tempo di lettura 3 minuti

La modernizzazione del paradigma lavorativo ha creato un legame indissolubile tra cloud e collaboration. Collaborare è sempre stato un pilastro della produttività aziendale, ma nel corso del tempo sono cambiati modi e strumenti: ieri, le persone si incontravano in sala riunioni e si telefonavano passando dal centralino aziendale, oggi l’agile working permette loro di lavorare ovunque e di contribuire alla crescita dell’azienda senza vincoli di luogo fisico, di orario e di controllo sulla presenza.

Le nuove frontiere della collaborazione

La collaboration ha dunque assunto nuove sembianze: il telefono fisso aziendale è diventato uno smartphone, il centralino tradizionale ha abbracciato il modello cloud diventando moderno e flessibile e sono nate tante altre dinamiche di comunicazione e collaborazione all’interno di una workforce sempre più diffusa. Le video-call, per esempio, le conference call, l’instant messaging, la possibilità di condividere file e documenti, l’editing collaborativo degli stessi, i sistemi di presenza e molto altro. Fornire ai propri dipendenti una piattaforma integrata in grado di gestire in modo sinergico tutti questi canali di comunicazione e dinamiche collaborative è un passo essenziale verso la nuova produttività, a prescindere dalla dimensione dell’impresa, dal suo modello organizzativo, dalla industry e dall’estensione del business. Una piattaforma capace di rappresentare tutto ciò alla perfezione è Google Workspace.

L’approccio tradizionale on-premise e i suoi limiti

Per quanto concerne le modalità di erogazione di servizi e piattaforme che abilitano il modello di cui sopra, da almeno un decennio si tende ad affiancare, e talvolta a contrapporre, il modello IT tradizionale (on premise) al più recente paradigma cloud: sebbene entrambi gli approcci abbiano pro e contro, i benefici del legame tra cloud e collaboration tendono ad oscurare i suoi (pochi) limiti.

 

La razionalizzazione dei costi è il primo grande beneficio del cloud. Il modello on-premise, infatti, si è sempre basato su investimenti periodici in hardware e licenze software, nonché sulla gestione diretta dell’infrastruttura IT. La necessità di supportare le esigenze attuali e future dell’azienda, nonché picchi di carichi di lavoro, ha sempre condotto a un fisiologico over provisioning di risorse, da cui investimenti in hardware molto importanti. Nel modello on-premise non manca poi una forte componente di spese operative (OpEx), legate soprattutto agli stipendi del personale chiamato a governare e gestire architetture anche molto complesse. Il beneficio del modello on-premise è, di fatto, la gestione completa dell’infrastruttura, da cui una maggiore personalizzazione dei servizi e più flessibilità in ambito di definizione degli SLA.

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Cloud e collaboration, un’intesa perfetta

Il cloud è un abilitatore naturale del nuovo paradigma di lavoro. Rispetto al modello on-premise, il suo successo dipende dalla capacità di razionalizzare i costi, ridurre il TCO, permettere l’accesso a tecnologie innovative, abbattere gli investimenti in conto capitale e supportare agevolmente le esigenze di business continuity e protezione dei dati. Non è un caso che tutte le principali piattaforme di collaboration vengano erogate come servizi cloud e poggino sulle infrastrutture globali dei grandi provider.

 

Il modello cloud è basato sulla “sostituzione” delle spese CapEx con OpEx: affidandosi a un sistema di produttività, comunicazione e collaboration in cloud, le spese in hardware sono estremamente ridotte e quelle operative (OpEx) sono proporzionali alle esigenze dell’azienda. Questo, che corrisponde al modello pay-per-use tipico del cloud, è una garanzia di razionalizzazione dei costi e di abbattimento delle inefficienze. Sulla medesima lunghezza d’onda si pone la scalabilità del cloud, che con i costi crea un modello integrato e sinergico: alla crescita delle esigenze dell’azienda, crescono in modo nativo e proporzionale anche le risorse infrastrutturali e i costi. Inoltre, le piattaforme di cloud collaboration come Google Workspace sono integrabili nell’ecosistema aziendale e possono essere implementate con rapidità, tenendo comunque conto dei tempi di change management, una considerazione che vale soprattutto nelle aziende più grandi e strutturate.

 

Le piattaforme di cloud collaboration erogate come servizio cloud (SaaS) permettono alle aziende di ridurre le spese OpEx legate al personale di supporto, essendo piattaforme gestite: l’impresa non si deve preoccupare della loro accessibilità 24/7 né della gestione dell’infrastruttura su cui poggiano, che è una responsabilità del provider, così come il costante aggiornamento della piattaforma stessa. All’azienda, che solitamente si avvale di partner certificati, resta l’onere dell’eventuale migrazione, della configurazione e dell’amministrazione della piattaforma, che – nel caso di Google Workspace – si avvale di tecnologie di sicurezza di livello enterprise, centrali anche ai fini della compliance aziendale.

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